News

10. 12. 2018

Indietro

Che cosa sono i bio-materiali?

bio-materiali-cosa-sono Il prefisso “bio” è oggi molto ricorrente nella descrizione di un prodotto. Il termine deriva dal greco βίος ed è evidentemente legato al concetto di vivere, di vita o di essere vivente.
 
Un prodotto può essere quindi chiamato bio almeno per due ragioni, ovvero perché è “amico” degli esseri viventi, oppure perché deriva da essi.
Nel primo caso il concetto bio riguarda sostanzialmente la sicurezza per gli utenti e l’ambiente in genere, mentre nel secondo sta a significare che le materie prime di cui è costituito derivano da organismi viventi (o che erano tali).
Anche se spesso vengono confusi, si tratta di due concetti completamente differenti e che non necessariamente si sovrappongono (continua).

Per informazioni:
Franco Bulian
+39 0432 747231
bulian@catas.com

In questo articolo considereremo il secondo caso ovvero parleremo brevemente di biomateriali come le plastiche, le resine, gli adesivi o le vernici che ultimamente vengono sempre più spesso proposti dal mercato. Si tratta, come già ricordato, di prodotti che derivano da fonti biologiche le quali vengono normalmente chiamate “biomasse”. Dalla definizione di biomasse si escludono evidentemente tutte le sostanze che provengono da formazioni geologiche o comunque fossilizzate come il carbone e il petrolio.

Esempi di biomasse sono quindi le piante, gli alberi, le alghe, gli organismi animali e i microrganismi. É importante sottolineare che un prodotto bio-based deriva sì da biomasse ma le stesse possono essere comunque sottoposte a trattamenti chimici, fisici o biologici per arrivare al prodotto finito (plastica, vernice, eccetera). Una biovernice può quindi non essere un prodotto “naturale” intendendo, con questo termine una materia prima che deriva dalla natura (ad esempio un olio) senza aver subito particolari trattamenti chimici. Inoltre, per vari motivi legati alla disponibilità, alle prestazioni e anche ai costi, vengono definiti come bio-materiali quelli che contengono almeno una certa percentuale di materie prime di origine biologica. Solitamente questa percentuale minima è nell’intorno del 25% (fonte CEN TC249/WG17 Biopolimeri) anche se non esistono regole certe e univoche su questa definizione. (continua).