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24. 11. 2017

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Formaldeide: il confronto tra i valori limite E1, Carb e F****

Tags: Emissioni indoor, Formaldeide, CARB EPA

formaldeide valori limite Spesso ci viene richiesto se esistono dei criteri per il confronto tra i vari limiti esistenti a livello internazionale sull’emissione di formaldeide dai pannelli. In questo articolo cerchiamo, anche con l'ausilio di grafici, di rispondere a questa domanda.
A tutt’oggi non esiste in realtà alcun documento ufficiale che confronti i valori vigenti in Europa con quelli della California e del Giappone e pertanto, l’unico studio che può essere citato è la ricerca Jenaf condotta ancora nel 2010 da cinque la-boratori (tre europei: WKI, DTI, CATAS e due americani CPA e PSI).I grafici riportati in queste note presentano i confronti sulla scala del metodo europeo EN 717-1 evidenziando quali siano i valori di emissione per pannelli che rispettano i rispettivi limiti nazionali.

Il primo grafico, ad esempio, evidenzia che un pannello di particelle in classe E1 ha un’emissione inferiore a 0,1 ppm. Un pannello certificato Carb, misurato nelle stesse condizioni, avrebbe un’emissione più bassa pari a circa 0,065 ppm mentre un pannello classificato F**** evidenzierebbe valori ancora più bassi.Ciò che appare immediatamente chiaro è che, secondo questo studio, la situazione è diversa per le varie tipologie di pannelli in dipendenza dei criteri di prova che, soprattutto per la certificazione Carb, non sono gli stessi tra compensati, MDF e truciolari.Ciò porta, ad esempio ad un’inversione nel caso degli MDF dove i pannelli certificati Carb possono avere delle emissioni superiori ai limiti della classe E1 europea.

Vogliamo infine ricordare due aspetti importanti che riguardano quanto sopra esposto.Il primo è che i confronti riportati non sono ufficiali riferendosi ad uno specifico studio effettuato su una serie limitata di campioni. Ci è sembrato comunque giusto riporporli affinchè ci sia comunque un approccio critico su questo delicato tema.Il secondo aspetto importante da segnalare è che spesso si confondono i limiti Carb con le specifiche adottate da Ikea. Ricordiamo a tal proposito che questa multinazionale ha sì adottato la certificazione Carb quale criterio di selezione dei pannelli per le proprie produzioni, ma a tale certificazione ha aggiunto degli ulteriori limiti che servono appunto a garantire anche il rispetto della classe E1.

La classe E1 è obbligatoria in Italia, ma bisogna anche dichiararla!

Ricordiamo che in Italia con il Decreto Ministeriale 10 Ottobre 2008 è stata imposta la conformità alla classe E1 per l’emissione di formaldeide di tutti i materiali compositi a base legno.Tutti coloro che producono, importano o immettono sul mercato pannelli a base di legno (compensati, MDF, OSB, truciolari, multistrati, listellari eccetera) o prodotti con essi fabbricati (porte interne, pannellature, mobili, controsoffitti, pedane, rivestimenti per blindate eccetera) sono tenuti a consegnare i prodotti accompagnati da una dichiarazione di conformità che attesti la loro rispondenza alla classe E1 (sulla base della norma EN 13689) per quanto riguarda l’emissione di formaldeide. I produttori di pannelli sono quindi obbligati a verificare l’emissione di formaldeide rispettando le procedure dalla norma di cui sopra e a eseguire controlli di produzione. I produttori di manufatti che non aggiungono potenziali fonti di formaldeide, ossia che non utilizzano colle Urea- Formaldeide, Urea-Melamina-Formaldeide, Melamina-Formaldeide e Fenolo-Formaldeide o loro combinazioni, sono esentati dai test e dal controllo di pro-duzione, ma debbono comunque emettere la dichiarazione sull’emissione di formaldeide basandosi su quelle provenienti dai loro fornitori. Se, invece, i produttori di manufatti aggiungono potenziali fonti di formaldeide sono equiparati ai produttori di pannelli e debbono quindi eseguire i test per il controllo di produzione. Si ricorda infine che chiunque immette sul mercato manufatti contenenti formaldeide in difformità alle indica-zioni del decreto, anche nei termini della prevista dichiarazione, è soggetto a sanzioni che possono essere sia amministrative che penali.



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