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02. 11. 2018

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Le finestre di legno adesso sono “a norma”

Nel 2018 ha visto finalmente la luce una norma che riguarda i serramenti di legno.
Si tratta di una norma italiana (UNI 11717-1 Requisiti minimi di resistenza al degrado dei supporti legnosi e dei cicli di verniciatura per serramenti esterni di legno e/o derivati del legno) la cui stesura ha visto impegnati, in prima battuta, i gruppi di lavoro 5 (Legno non strutturale) e 7 (Finiture) della commissione Legno dell’UNI.
Il lavoro è partito dalla constatazione che il serramento di legno trova oggi una forte concorrenza da parte di prodotti realizzati con altri materiali, specie la plastica, trovandosi spesso anche in una situazione di difficoltà soprattutto nel confronto sul lato economico (continua). 

Tuttavia, questo non è l’unico punto per il quale il mercato considera vantaggiosi i serramenti realizzati in materiale plastico in quanto, purtroppo, vi sono spesso degli esempi negativi ed eclatanti sulla scarsa durabilità di quelli realizzati in legno. In questi casi i motivi del rapido degrado sono spesso legati ad una progettazione o ad una realizzazione non corretta ma tutto ciò, in definitiva, rappresenta una “pubblicità” estremamente negativa per l’intero settore dei serramenti di legno.
E’ dunque importante innanzitutto che il serramento di legno sia fatto “bene” per potersi confrontare con altri materiali esibendo poi tutti i suoi punti di forza (bellezza, sostenibilità ambientale, adattabilità alle dimensioni e agli stili architettonici richiesti) sui quali ha certamente degli indiscutibili vantaggi per le valutazioni che potrà farà l’acquirente finale.
La tradizione, l’esperienza ma anche studi e ricerche effettuati da istituti, associazioni e produttori di vernici hanno portato nel corso degli anni alla definizione di un quadro tecnico ben chiaro su come deve essere prodotto un serramento di legno per evitare rapidi degradi e conseguenti perdite di credibilità e di mercato. La norma pubblicata dall’Uni vuol pertanto rappresentare quest’insieme di conoscenze che sono state pertanto considerate e opportunamente inserite nel contesto della norma.
Nella stesura si è cercato di privilegiare un ruolo quasi didattico del documento che stimolasse comunque approfondimenti specifici su questa materia. Accanto ai requisiti che sono stati necessariamente inseriti, si è dunque sempre cercato di inserire una  motivazione che spiegasse la ragione della loro definizione. Su queste premesse, lo schema della norma, stabilito dal gruppo di lavoro che ha visto partecipi sia i produttori di serramenti sia i produttori di vernici, definisce una serie di requisiti per le materie prime e per le lavorazioni.
Tra le caratteristiche del legno, vengono ad esempio considerate la durabilità biologica, la presenza di difetti (sacche di resina, nodi) e il contenuto di umidità, mentre invece per ciò che riguarda le lavorazioni (in dipendenza del tipo di manufatto (finestra, portafinestra, chiusure oscuranti o porte pedonale) si considerano parametri quali le giunzioni, le raggiature, leinclinazioni o la protezione delle teste.
Uno specifico paragrafo è dedicato alle vernici il cui effetto protettivo viene valutato innanzitutto in termini di spessori minimi da applicare. I prodotti vernicianti devono inoltre rispondere a tutta una serie di prestazioni minime (resistenza all’acqua, adesione) tra cui la più rilevante è evidentemente la resistenza all’invecchiamento che è stata anch’essa parametrizzata sul la base di specifiche norme internazionali. Come già ricordato, per tutte le caratteristiche individuate all’interno della norma sono stati definiti dei requisiti minimi che devono essere rispettati dai materiali, dalle progettazioni e, ovviamente, dal prodotto finito per poter dichiarare che il serramento è realizzato “a norma”.
I benefici attesi dalla pubblicazione della norma ed esplicitati nella fase di messa allo studio del documento sono dunque quelli di fornire uno strumento al mercato per la commercializzazione e l’acquisto chiaro e trasparente di beni che sono suscettibili a fenomeni di degrado, considerata la loro destinazione d’uso. L’auspicio è che questo documento possa contribuire da un lato alla
conoscenza e alla crescita culturale di questo settore e, dall’altro, a fornire al mercato dei prodotti “fatti bene” con la rassicurazione
di prodotto realizzato “a norma”.

Per informazioni:
Franco Bulian
+39 0432 747231
bulian@catas.com